101 pensieri sull’atto di scrivere – 57
Il ponte sull’abisso Ho già detto che la scrittura si carica di senso (per me) soltanto se è in grado di inventare una lingua unica, uno stile proprio, potrei dire, un rintocco, una voce che non c’era (penso per esempio a Rabelais) mediante la quale l’autore esce dal bozzolo di granito in cui è rimasto…
101 pensieri sull’atto di scrivere – 56
Crampi ai muscoli mimici Sarà che c’è davvero ben poco da ridere (non è il mio caso). Sarà che chi ha scelto di inchiodarsi al tavolo, sudando anche l’ottava camicia sulla pagina, di solito reca con sé un fardello di insoddisfazione e di critica (non è il mio caso) verso le cose della vita. Saranno…
101 pensieri sull’atto di scrivere – 55
Devo liberarmi di me Voglio davvero scrivere? Va bene, ma devo ricordare ogni giorno che l’attività dello scrittore è in buona misura simile a quella del corridore ciclista: si deve sudare dal primo metro fino all’ultimo e salvo poche eccezioni si guadagna poco in denaro e nulla in gloria, sicché ci si dovrà sempre aggrappare…

































