• 101 pensieri sull’atto di scrivere – 57

    Il ponte sull’abisso Ho già detto che la scrittura si carica di senso (per me) soltanto se è in grado di inventare una lingua unica, uno stile proprio, potrei dire, un rintocco, una voce che non c’era (penso per esempio a Rabelais) mediante la quale l’autore esce dal bozzolo di granito in cui è rimasto…

  • 101 pensieri sull’atto di scrivere – 56

    Crampi ai muscoli mimici Sarà che c’è davvero ben poco da ridere (non è il mio caso). Sarà che chi ha scelto di inchiodarsi al tavolo, sudando anche l’ottava camicia sulla pagina, di solito reca con sé un fardello di insoddisfazione e di critica (non è il mio caso) verso le cose della vita.  Saranno…

  • 101 pensieri sull’atto di scrivere – 55

    Devo liberarmi di me Voglio davvero scrivere? Va bene, ma devo ricordare ogni giorno che l’attività dello scrittore è in buona misura simile a quella del corridore ciclista: si deve sudare dal primo metro fino all’ultimo e salvo poche eccezioni si guadagna poco in denaro e nulla in gloria, sicché ci si dovrà sempre aggrappare…

I libri di Massimo Tallone

@MassimoTallone

Era tutto previsto…

Intorno ai sei anni ho avuto la percezione piena e possente che il tempo volasse e che la vita fosse molto breve. A sedici anni quella percezione si è trasformata in una certezza. Avevo poco tempo. Perciò mi restavano due soli problemi: il primo, sapere che cosa avrei dovuto fare prima di morire; il secondo, farlo. Per fortuna ho capito subito che leggere e scrivere erano le sole attività alle quali avrei potuto dedicare la vita. E così mi sono messo all’opera. Quando sai ciò che devi fare, lo fai basta. Il tempo lo trovi, e le energie non ti mancano mai. Proprio come gli innamorati trovano il tempo di vedersi o di sentirsi, ogni giorno, qualunque cosa accada.

Massimo Tallone

Autore